Incatenati agli smartphone

La maggior parte dei ragazzi ritiene che il cellulare sia uno strumento tecnologico ormai indispensabile.
Questo piccolo oggetto tascabile è subentrato nella vita quotidiana di tutti, non solo dei giovani.
Ormai portare con sé il telefonino è come portarsi dietro un pezzetto di casa: ci si sente più sicuri, più protetti da un mondo che ci appare spesso nemico. Grazie a questo è possibile comunicare in qualsiasi luogo ci si trovi, attraverso chiamate, sms o internet.
Non solo, il cellulare può essere utile nelle situazioni di emergenza, ma anche in circostanze più banali, quotidiane; esso ci permette di sentire più vicine le persone cui siamo più emotivamente legati.
Il telefonino è spesso definito come un importante strumento per la socializzazione, perché permette anche ai più timidi di comunicare, avvicina ragazze e ragazzi, spezza le barriere tra coetanei anche con il semplice invio di un sms.
Attenzione però: è sbagliato legarci troppo a questo mezzo e utilizzarlo molte ore durante la giornata. L’eccessivo utilizzo del telefonino può, infatti, provocare gravi danni alla salute come il danneggiamento della vista a causa delle dannose radiazioni che emette, e può inoltre portare all’isolamento, al blocco di comunicazione quando ci si trova di fronte agli altri.
Alla fine di queste argomentazioni, si può affermare che il cellulare è quasi completamente indispensabile, ma dovrebbe essere usato in modo costruttivo e funzionale ai bisogni del soggetto, non dovrebbe sovrastare quest’ultimo. Se non si fa ciò, può creare dipendenza. Le nuove tecnologie, soprattutto le app e i social network, sono stati studiati a tavolino da società di marketing proprio con l’intento di creare abitudine. In realtà si fondano sul controllo dell’altro, e quando si tratta di un adolescente può creare insicurezza e depressione. Purtroppo, le nuove tecnologie, se non utilizzate correttamente, aumenteranno il senso di solitudine. Inoltre, con l’ultilizzo del cellulare è nato un nuovo fenomeno, incentrato soprattutto sui adolescenti. il cyberbullisimo. Quest’ultimo simile al bullismo, di cui ne condivide in parte la definizione. Quello effettuato on line è infatti anch’esso un atto aggressivo intenzionale, condotto da un individuo o gruppo d’individui, ma si avvale di varie forme di contatto on line, ossia diverse modalità offerte dai nuovi media soprattutto social network (Facebook, Twitter…), chat, telefonate e messaggi.
Inoltre presenta caratteristiche proprie che lo rendono più pervasivo ed irrefrenabile. Se, infatti, il bullismo tradizionalmente era inteso come una forma singola o di gruppo, che implicava il rapporto diretto tra bullo e vittima, nel cyberbullismo i confini sono molto più estesi perché viaggiano attraverso internet. I motivi di questo fenomeno posso essere davvero tanti, come dalla gelosia alla mancanza di educazione, dalla voglia di imporsi a quella di mettersi in mostra. Il gruppo rappresenta così una sorta di protezione. Chi offende, insulta, fa del male al coetaneo in apparenza più fragile. Per evitare tutto ciò, bisogna solamente “disintossicarci” dallo smartphone. Semplicemete, cercare di utilizzare sempre meno i social network e vivere il momento.

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