Gilet arancioni

Giovedì 14 febbraio, a partire dalle 9.30, i gilet arancioni, il simbolo sotto il quale si sono uniti gli olivicoltori appartenenti a Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confocooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol, Uci, manifesteranno a Roma, in piazza Santi Apostoli, il loro dissenso contro il governo e le forze parlamentari ancora sordi al grido di aiuto di imprenditori ed operai agricoli. Oltre che dalla Puglia, gli olivicoltori arriveranno da Sicilia, Calabria, Campania, Abruzzo, Lazio, Toscana per dare vita alla più grande manifestazione dell’olivicoltura italiana di sempre.
In Sardegna dal 7 febbraio i pastori protestano per il prezzo del latte considerato troppo basso.
Le manifestazioni stanno bloccando la filiera e la produzione di formaggio. Ogni giorno allevatrici e allevatori buttano o regalano ettolitri di latte. Lo scorso fine settimana sulla strada statale 131, la strada principale che collega Cagliari a Porto Torres, ci sono stati blocchi stradali, le autocisterne con il latte sono state svuotate e a Porto Torres un tir che trasportava carne di maiale è stato preso d’assalto. La pastorizia resta uno dei settori chiave nell’economia della Sardegna: dopo la benzina e il gasolio della raffineria Saras, il prodotto più esportato è il pecorino romano dop, acquistato per più del 60 per cento negli Stati Uniti. Secondo i dati del consorzio di tutela del pecorino romano dop (a cui sono affiliati 34 dei 41 caseifici che lo producono) ogni anno più della metà del latte sardo è trasformato in questo tipo di formaggio (circa 160 milioni di litri su 300 milioni).
Il Comune di Bisceglie ha messo a disposizione delle associazioni di categoria agricole un pullman per consentire agli olivicoltori locali di raggiungere Roma dove è prevista una manifestazione dei gilet arancioni finalizzata a sollecitare interventi concreti del governo nazionale sulla crisi dell’olivicoltura nostrana, messa in ginocchio dalle gelate e dalla Xylella. “Ribadiamo così il sostegno al comparto dell’olivicoltura”, spiega il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Nella nostra Città e nei comuni limitrofi sono già in atto presidi volti a non far calare l’attenzione sulla problematica, ormai diventata insostenibile. Le gelate hanno compromesso gran parte del raccolto della stagione scorsa e mandato in fumo oltre un milione di giornate lavorative.

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