68′ MODI PER ESSERE SE STESSI

Il movimento del sessantotto è il fenomeno socio-culturale avvenuto nel 1968 nel quale grandi movimenti di massa socialmente eterogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari) formatisi spesso per aggregazione spontanea, coinvolsero quasi tutti i Paesi del mondo con la loro forte carica di contestazione alla corruzione e ai pregiudizi socio-politici. Il sessantotto è stato un movimento sociale e politico molto controverso, molti sostengono che abbia portato ad un mondo “utopicamente” migliore, altri ritengono che abbia distrutto la moralità e la stabilità politica mondiale.

La contestazione giovanile trovò nella musica un canale di diffusione. Il modello musicale che si sviluppò in contemporanea alla beat generation fu il rock and roll, un tipo di musica in uso fra la popolazione bianca che interpretava il senso di protesta e inquietudine dell’epoca. Esso si proponeva come un veicolo anitradizionalista e anticonformista, che voleva mettere al bando la musica melodica e sentimentalista al fine di produrre un nuovo sound provocatorio. Con questo genere quindi si arrivò ad un punto in cui libertà musicale e sessuale si fondevano prepotentemente.Fra i maggiori interpreti ricordiamo i Rolling Stones, Bill Haley, Jim Morrison, Jimi Hendrix, i Beatles ed Elvis Presley. Al movimento della Beat faceva seguito quello degli Hippie, particolarmente presente durante gli anni della guerra del Vietnam. I maggiori interpreti del pacifismo e della solidarietà tra popoli furono Joan Baez, John Lennon e Bob Dylan, di quest’ ultimo bisogna necessariamente citare la sua “Blowin’ in the Wind”.

In Italia,in realtà, il Sessantotto arrivò qualche anno più tardi ma dal punto di vista musicale, le prime tracce della ribellione apparvero come fenomeno fi massa già dal 1966, quando Franco Migliacci e Marco Lusini scrissero il testo di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” che venne cantata da Gianni Morandi. Arrivando a essere diffusa in tutto il mondo, la protesta si spense all’inizio degli anni Settanta senza aver riportato apparentemente risultati significativi ma, in realtà, essa apportò cambiamenti significativi e durevoli nella mentalità diffusa, infrangendo e sdegnando definitivamente molti “tabù” propri della società dell’epoca.

IL Sessantotto ,quindi, si caratterizzò come una rivolta etico-politica di alcuni giovani contro la società corrotta e conservatrice piuttosto che un insieme di movimenti politici finalizzati alla realizzazione di un programma ben definito. Merito del movimento giovanile fu quello di mettere al centro dell’attenzione valori che fino a poco tempo prima erano stati interesse di pochi. Tuttavia, temi come il Pacifismo, l’antirazzismo, l’anticorruzione , i diritti delle donne e il potere ai più meritevoli, ovvero gente onesta e non corrotta, non furono mai accettai pienamente nel dibattito socio-politico, in parte anche per il crescente prestigio e fama dei neoconservatori che idealizzavano i valori tipici della società tradizionale.

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